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“Questione liste”, dal PD manifestazione a Milano sabato 13 “sì alle regole, no ai trucchi”

il candidato Presidente per la Regione Lombardia Filippo Penati

Il PD organizza sabato 13 dalle 14.00 una manifestazione a Milano in piazza Cairoli. Tema e posizioni chiarissime contro quello che viene definito senza mezzi termini “decreto salva-liste”. L’organizzazione prevede un pullman con partenza alle 13.00 dalla sede provinciale di via Risorgimento 18 a Brescia (per info se vi siano ancora posti: PD provinciale tel. 0303099845). Anche il circolo di Pontoglio sarà rappresentato, alcuni militanti infatti si sono organizzati con appartenenti del circolo di Palazzolo per potervi partecipare.

La posizione del PD sulla “questione liste” è unitaria e, per un accordo tra i candidati consiglieri, lasciata alle parole pubblicate dal candidato Presidente Filippo Penati sul proprio sito (www.penati.info) per il quale “senza decreto Formigoni non sarebbe candidato”.

Qui sotto riportata anche la lettera con la quale il segretario regionale del partito Maurizio Martina, oltre ad affrontare la “questione liste”, invita alla partecipazione alla manifestazione di Milano :
“Eventi gravi e senza precedenti come la modifica in corso d’opera delle regole elettorali per garantire una sola parte, l’arroganza verso le istituzioni e gli organi di garanzia, l’insulto non solo nei confronti delle altre parti politiche impegnate nella competizione elettorale ma di milioni di cittadini perbene che nella loro vita quotidiana rispettano le regole e che oggi vedono una parte politica autorizzare se stessa a sottrarsene a piacimento: questi sono i contenuti politici dello sciagurato decreto del Governo.
Un decreto che non è che l’ultima di una serie di deformazioni dei meccanismi democratici alle quali assistiamo da troppo tempo. Una legge elettorale che ha privato i cittadini del diritto di scegliere i propri rappresentanti. Il processo legislativo affidato ormai quasi esclusivamente ai decreti d’urgenza emanati dal governo, il continuo ricorso ai voti di
fiducia riduce ulteriormente il contributo del parlamento.
Le energie del governo, anzichi indirizzarsi ad affrontare la crisi economica sempre più grave e l’allarmante riemergere della corruzione, sono ancora una volta concentrate nel campo giudiziario su leggi ad personam e nel campo fiscale sui condoni. Il governo riduce, anzichi aumentarle, le garanzie per la trasparenza degli appalti. Si impegna in vaghe quanto
onerose promesse di ritorno al nucleare invece di investire sull’ambiente, sulla green economy e sulle energie rinnovabili. E proprio mentre le conseguenze della crisi economica si fanno sentire con più forza sull’occupazione, abbatte le tutele dei diritti e della dignità del lavoro, fino ad arrivare allo svuotamento di fatto dell’articolo 18 dello statuto dei lavoratori.
Anche l’informazione è sotto attacco, la stampa e la libera diffusione delle idee sono messe in una situazione precaria, si tagliano le risorse alle emittenti locali e lo si fa proprio durante la campagna elettorale, stravolgendo lo spirito della legge sulla par condicio; anzichi garantire visibilità a tutte le opinioni viene imposto il silenzio agli spazi televisivi di dibattito politico.
Perfino davanti alle irregolarità nella presentazione delle liste elettorali il governo, anzichi scusarsi per gli errori compiuti e per il disagio causato ai cittadini per colpa di chi non ha evidentemente svolto bene i propri compiti, si è fabbricato un’arma con cui imporre ancora una volta al paese priorità discutibili. Ancora una volta i problemi di una parte prevalgono sull’interesse generale, e ancora una volta viene oscurato il grande tema sociale che h la questione più urgente e drammatica che la politica ha di fronte.
Ci rivolgiamo a tutti i cittadini italiani, a prescindere dalle loro convinzioni politiche: il consenso non viene prima delle regole e non legittima la violazione dei diritti di tutti. La sovranità – come recita il primo articolo della nostra Carta fondamentale – appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione. Nessun governo e
nessuna maggioranza uscita dalle urne possono derogare a questo principio e modificare le regole della convivenza civile per le loro esigenze di parte.
È il momento di una presa di coscienza, di una riscossa democratica. Le elezioni regionali sono l’occasione per fermare questa deriva e per dire che chi governa deve cominciare finalmente a occuparsi dei problemi degli italiani e ad agire nell’interesse del suo paese.
Per questo invitiamo i cittadini a partecipare alla settimana di mobilitazione nazionale, che avrà come appuntamento centrale in Lombardia la manifestazione del 13 marzo in piazza Cairoli a Milano dalle ore 14, in collegamento con Piazza del Popolo a Roma.
Dobbiamo restituire forza alle ragioni della Costituzione e della democrazia. Dobbiamo riportare al centro dell’attenzione i drammi delle famiglie colpite dalla crisi e il diritto al lavoro. Dobbiamo costruire un’Italia più giusta, onesta e solidale. Dobbiamo vincere.”

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